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San Giovanni Incarico : Arte, Storia, Cultura, Prodotti Tipici, Dove dormire, Dove mangiare, Cosa fare nella Provincia diFrosinone.

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Comune di San Giovanni Incarico

San Giovanni Incarico : informazioni turistiche

Centro posto a 200 m slm, sorge sui resti dell'antica Fabrateria Nova. San Giovanni Incarico è posto sotto la collina della Guardia e si affaccia sulla valle del Liri. Se da una parte è certa l'antica denominazione, vale a dire "Fabrateria Nova", il suo nome attuale è riconducibile a due diverse teorie: la prima lo vuole derivato dal nome del suo Santo Patrono, nato in Palestina nella città di Incarìn, la seconda, di ordine geografico, lo vuole derivato dalla "Valle Incarico", luogo in cui sorge, tra il colle San Maurizio ed il monte Cervaro.
Oggi il paese è un attivo centro agricolo ed industriale che deve parte della propria notorietà al suo lago, che oltre a rappresentare un valido stimolo per una gita fuori porta, è anche meta frequentatissima dai pescatori per via della sua pescosità.
Come la gran parte dei paesi ciociari, S. Giovanni ha subìto un lungo periodo di invasioni barbariche, distruzioni, occupazioni delle truppe papali prima e di potenti famiglie poi.
Nell’antichità fu sede dell’insediamento romano di FABRATERIA NOVA, abbandonato dai suoi abitanti nel periodo delle invasioni barbariche; l’attuale abitato fu invece fondato nel X secolo nei pressi del monte Cervaro, probabilmente per iniziativa di Atenolfo II, gastaldo di Aquino, e fu dotato di possenti mura difensive e torri di avvistamento per resistere alle incursioni saracene.
Durante il Medioevo conobbe l’avvicendamento di vari signori, tra i quali i Dell’Aquila, conti di Fondi, e gli Spinelli; nel 1229, nell’ambito delle lotte tra il Papato e Federico II di Svevia, venne occupato dalle truppe pontificie. In seguito appartenne ai Della Rovere e ai Farnese, entrando successivamente a far parte del regno borbonico.
Subito dopo l’unificazione d’Italia fu teatro di un’aspra battaglia tra i briganti filoborbonici e l’esercito italiano.
Il toponimo, citato nel Catalogus Baronum (1150-1168), si rifà al nome del Patrono.
Nel nucleo antico dell’abitato si possono ammirare il castello, i resti dell’imponente cinta muraria, comprendente anche alcune torri di avvistamento, e la medievale chiesa di San Giovanni Battista, con il caratteristico campanile frontale.
Interessante la chiesa patronale di San Giovanni, notevole soprattutto per la lastra di marmo bianco inserita in un muro esterno adiacente alla sua facciata, recante un'antica epigrafe.
Il patrimonio storico-architettonico annovera anche la bella fontana fatta costruire da re Ferdinando IV di Borbone e il santuario della Madonna della Guardia.
Il paese e' adiacente all'omonimo grazioso lago, alla confluenza del Liri e del Melfa, che ospita diverse specie di uccelli acquatici.
Piacevole la passeggiata sul lato nord, da poco una Riserva naturale regionale. Nel territorio del comune sono stati trovati amigdale e resti di epoca paleolitica. In località Civita, ai margini del fiume Liri, esistono ruderi di una villa romana e dell’antica colonia di Fabrateria Nova, fondata dopo la distruzione della vicina Fregellae. E venuto alla luce anche il piccolo anfiteatro della città ma i ruderi appaiono poco consistenti.
Gran parte dei reperti — epigrafi, statue, monete, cippi funerari — sono stati portati in musei di Roma, di Pontecorvo o fanno parte di collezioni private; alcuni sono murati nelle pareti di edifici, come un’epigrafe cristiana del 392 quasi sicuramente proveniente da Fabrateria Nova.

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